Invisible man


Invisible man Roma 2011

Estratto dal catalogo
Un abile pattinatore si muove tra la gente: è fuori tempo rispetto ai ritmi stonati della città. Danza libero tra la folla, che non lo vede. Se fare fotografie è un modo per recepire la trasformazione di quell’insieme di cose, segni, immagini che compongono il quotidiano, porre lo sguardo ai confini del racconto, sul limitare tra norma e ribellione, significa prestare attenzione ai fattori scottanti del cambiamento, perché è dai marginio spaziali e sociali, che spesso si genera la rivoluzione. La sequenza fotografica proposta suggerisce una lettura narrativa delle riprese, una storia appena evocata da immaginare.

Ma la ricreda si muove in una direzione di significatoche va oltre l’intenzione documentaristica; sfruttando il potere di veridicità del linguaggio fotografico. Barbara ci pone spietatamente davanti alla forma mentale sclerotizzata del nostro tempo sollecitando livelli più bassi di un pensiero collettivo sopito.

In questo senso pare legittimo concludere cin una citazione dell’artista:
” il protagonista è invisibile in quanto, nonostante l’abilità tecnica e l’eccezionale presenza fuori dal comune, la gente rifiuta di vederlo. Il roller sembra non provare alcun senso di dissociazione, padrone del suo tempo, e la metamorfosi è garantita in una società che ignora la bellezza.”